Falsi miti sulla bellezza
Dall'alimentazione al riposo ecco i miti da sfatare

Quando si parla di bellezza siamo pronte a provarle tutte. E c’è da dire che ne escono sempre di nuove, di portentose; oppure ancora è la volta del rimedio della nonna che tutte avevano sottovalutato e che invece fa miracoli.
Alzi la mano chi non appartiene a questo gruppo…

La cura della persona è in fin dei conti una pratica sacrosanta, che riflette l’amore verso se stessi e non è dunque da denigrare nessun tentativo fatto. L’importante è non cadere nelle trappole di un marketing spudorato oppure nell’ignoranza.
Girando per la rete si possono trovare rimedi per ogni problematica estetica, dai più blandi e casalinghi ai più drastici e definitivi: prima di immergersi in queste letture e sognare chissà quali trasformazioni favolose, sarebbe meglio prima documentarsi su quelli che sono i limiti della cosmesi e anche dei trattamenti professionali.
Un altro consiglio è quello di stare attenti alle mode del momento: basta che riscuota successo un articolo o un post o una storia sui social per creare un vero e proprio fenomeno virale, spesso basato su falsi miti.
Ed è proprio dei falsi miti che vogliamo parlare oggi, ovvero di tutte quelle informazioni interamente sbagliate o parzialmente scorrette che hanno alimentato negli anni chilometri e chilometri di scritti e ore e ore di video, ma soprattutto hanno dato origine ad una serie di comportamenti sbagliati o inutili – nel migliore dei casi.
Ecco quindi alcuni dei falsi miti più comuni a cui molte di noi prestano ancora fede.

• Quanta verità c’è a proposito del legame cibo/acne?
Il legame cibo/acne è stato considerato vero e reale per anni e anni. Attualmente la scienza non ha smentito questa cosa, ma ha dimostrato qualcosa di un po’ diverso da quello che si credeva in passato, del tipo: “mangio una fetta di salame e compare un brufolo”.
Secondo la scienza è vero che l’alimentazione può influire sulla pelle, ma non in maniera così diretta e immediata come si pensava.
Ad avere un effetto negativo sulla pelle sono in particolar modo gli zuccheri e i cereali raffinati, che, avendo un elevato indice glicemico, provocano un picco d’insulina e aumentano i livelli di glicemia. Questo si traduce in fluttuazioni ormonali che innescano infiammazione, secrezione oleosa, occlusione dei pori ed acne.
Per capire se il regime alimentare che seguiamo possa o meno influire sull’acne, provocandola o aggravandola, l’unica soluzione è tenere un diario alimentare, annotando tutto ciò che si mangia. Bisogna però tenere presente una cosa: le reazioni della pelle ai cambiamenti di regime alimentare – come nel caso di una sperimentazione con i cibi possibili responsabili dell’acne – non si verificano dall’oggi al domani. Le reazioni della pelle ai cambiamenti dell’alimentazione possono impiegare anche tre mesi prima di essere visibili ed è per questo che è difficile spesso individuare quale sia l’interazione fra cibo e acne.

• Le pelli grasse non devono usare la crema idratante
Questo è uno degli errori più grossolani che una persona attenta alla skincare possa commettere.
Chi ha la pelle mista o grassa o comunque problematica è stato indotto a pensare che l’idratazione sia un’aggiunta di qualcosa di pesante e superfluo che andasse a peggiorare l’oleosità e quindi ad incrementare la comparsa di imperfezioni.
Questa convinzione ha alla base un’idea del tutto sbagliata, che paragona l’idratazione all’aggiunta di olio sulla pelle. È vero che le creme sono formulate anche con oli, ma ne esistono di leggerissimi che non ungono affatto e nutrono senza ungere e, per maggiore scrupolo, esistono anche formulazioni oil-free.
Bisogna assolutamente capire che idratazione e untuosità sono due cose diverse e che anche una pelle grassa ne ha bisogno comunque, essendo l’idratazione alla base della salute e quindi della bellezza e della giovinezza della pelle.

• Il tonico non è importante
Sbagliatissimo! Dopo la detersione e prima del trattamento – siero e crema – il tonico è fondamentale per ristabilire il pH normale della pelle, che viene spesso aggredito dalla durezza dell’acqua del rubinetto che normalmente utilizziamo per lavarci.
Inoltre ne esistono di tantissimi tipi, che vanno a completare, grazie ai loro principi attivi, la skincare: troviamo infatti tonici astringenti per facilitare la chiusura dei pori delle pelli miste e grasse, tonici esfolianti per un trattamento rigenerante profondo, tonici idratanti e tonici anti-age.

• Il modo di dormire non influisce sulla formazione delle rughe
Invece sì: come si dorme influisce sulla comparsa delle rughe.
Dormire con la faccia appoggiata al cuscino può provocare segni sul viso che, a lungo andare, rischiano di diventare permanenti.
Ma se non riusciamo a dormire sulla schiena – e poi non possiamo neanche avere la garanzia di rimanervi tutta la notte visto che dormendo ci si muove in continuazione – può essere di aiuto l’uso di federe in seta o raso, che sono materiali molto lisci e che quindi riducono al minimo la formazione di pieghe che poi “si stampano” sul viso.
Esistono persino dei veri e propri cuscini anti-età, ideati in maniera tale da ridurre la pressione su guance, occhi e bocca mentre si dorme, per un maggiore effetto preventivo anti-age.

• Non è possibile detossinare la pelle
Dopo l’uscita, in questi ultimi anni, di un sacco di prodotti detossinanti è subito partita una campagna denigratoria nei confronti delle pratiche purificanti e disintossicanti, reputate inutili e inefficaci.
La scienza, in realtà, sta dimostrando invece che la pelle può essere senz’altro disintossicata e per di più sia dall’interno che dall’esterno. Basti pensare all’efficacia di sostanze come l’argilla o il carbone vegetale per purificare le pelli miste, grasse e problematiche e gli influssi benefici per la pelle derivanti il consumo di frutta, verdure e alimenti ricchi di acidi grassi omega-3.


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