Le origini del mento
Una nuova teoria

L’origine del mento è un argomento piuttosto controverso: sono molte le teorie che sono state sviluppate in proposito, ma solo una sembra mettere d’accordo tutti gli studiosi.
Perché tutto questo interesse intorno al mento? Perché si tratta di una struttura anatomica che ha solo l’essere umano; nessun altro animale, infatti, nel corso dell’evoluzione, ha sviluppato un mento.

Quindi, ci si chiede: perché ce lo abbiamo? Qual è la sua funzione?
Vediamo un po’ le interessanti – e curiose – teorie che si sono susseguite nel corso degli anni e quella cha attualmente pare essere la più convincente.

A cosa serve il mento


Il mento facilita la masticazione?


Questa teoria ormai superata ipotizza che il mento sia frutto di un adattamento evolutivo che ha lo scopo di facilitare la masticazione.
In realtà, il meccanismo stesso della masticazione confuta questa teoria: la mandibola è composta da due metà unite in un punto sotto la dentatura inferiore; quando si mastica, la parte esterna dell’ossatura della mandibola viene compressa. Sappiamo che quando le ossa sono compresse risultano più fragili, mentre sono più solide quando sono distese.
Da questo deduciamo che il mento non va a dare nessun supporto decisivo all’atto della masticazione.

Il mento supporta i movimenti della lingua?


Secondo questa teoria, una porzione di osso aggiuntiva nella mandibola faciliterebbe il movimento della lingua quando si parla.
A smentire anche questa ipotesi c’è una semplice osservazione: perché, gli animali che comunicano con i versi, equiparabile al nostro parlare, o, se volgiamo, che per mangiare muovono molto la lingua, non hanno il mento?

Il mento è attraente?


Secondo alcuni scienziati il mento potrebbe essersi sviluppato nella nostra specie come carattere funzionale per attrarre partner, un po’ come la barba o le corna per alcune specie animali.
Il dubbio, in questo caso, è: se deve rappresentare una caratteristica sessualmente attrattiva, perché è comune agli individui di entrambi i sessi?

Il mento ci protegge?


Un’ulteriore teoria ritiene che il mento si sia sviluppato durante l’evoluzione come protezione dai colpi al viso e al collo.
In realtà, la sua presenza non ha effetti particolarmente protettivi nei confronti delle fratture della mandibola, quindi anche questa ipotesi tende a cadere facilmente.

La teoria più recente


In mezzo a questo mare di ipotesi, in questi ultimi anni sta prendendo sempre più piede una teoria che pare la più fondata. Secondo alcuni studiosi, il mento sarebbe un prodotto secondario dell’evoluzione e le origini del suo sviluppo vanno ricercate, all’incirca, due milioni di anni fa, ovvero nel momento in cui l’uomo ha cominciato a lavorare e a cuocere gli alimenti. Fino ad allora, l’uomo necessitava di una dentatura e di una struttura ossea possenti per masticare i cibi crudi. Iniziando a cuocerli, questa esigenza è venuta meno, e questo ha determinato, con il tempo, il rimpicciolimento e la collocazione più arretrata dei denti; a questo, però, non è seguito anche un ridimensionamento della mandibola, cosa che ha originato la struttura ossea che noi oggi definiamo mento.




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