Perché abbiamo il mento
Curiosità del giorno

Perché abbiamo il mento? Domanda curiosa, vero? Sono di quelle domande che ti vengono in mente quando meno te l’aspetti, assurde per la loro estemporaneità, ma, infondo, con un loro senso.
Di sicuro ti sarà capitato di chiederti cose del tipo perché il mare è blu e di non darti pace finché non hai trovato la risposta.

Ecco, oggi, ci siamo posti questa domanda “strana”: perché abbiamo il mento? Perché fra tutti gli animali solo noi esseri umani ce lo abbiamo? Infatti, nemmeno gli animali che morfologicamente ci somigliano di più in volto, come gli scimpanzé e i gorilla, ne sono dotati; in queste specie animali la mandibola sotto l’attaccatura dei denti non sporge in fuori, ma rientra in maniera netta.

Inoltre, se guardiamo indietro al passato e ai nostri antenati, dobbiamo constatare che neanche l’Homo erectus e l’uomo di Neanderthal avevano un vero mento.
Quindi, da qui nasce il dilemma: se l’evoluzione ci insegna che tutto ciò che è animato, compreso il nostro corpo, è come è per tutta una serie di motivi che hanno a che vedere con l’evoluzione della vita, con le leggi che regolano l’adattamento e la sopravvivenza, allora qual è il ruolo del mento? Perché ce lo abbiamo?

Questo peculiare quesito non ce lo siamo posti solo noi, ma anche la scienza: gli studi intorno a questo argomento sono, infatti, molti, tanto quante sono le obiezioni che vengono avanzate in proposito. Vediamone alcune.
In passato si credeva che la presenza del mento negli umani fosse dovuta ad un adattamento evolutivo che aveva il preciso scopo di facilitare la masticazione. Attualmente, gli studiosi dubitano di questa teoria per via della conformazione della mandibola. Questa è composta da due metà unite in un punto sotto la dentatura inferiore; durante l’atto della masticazione, la parte esterna dell’ossatura della mandibola viene compressa; in queste condizioni le ossa risultano, in generale, più fragili, mentre sono più solide quando sono distese. Questo è in contraddizione con la teoria che dice che le ossa del mento avrebbero un ruolo determinante durante la masticazione.

Altra teoria presa in considerazione vorrebbe che il mento fosse in relazione con la lingua: una maggiore porzione di osso faciliterebbe il movimento della lingua quando si parla. Anche in questo caso, però, ci sono delle obiezioni: perché, allora, gli animali che comunicano con i versi, equiparabile al nostro parlare, non hanno il mento?

E ancora: si è ipotizzato che avremmo sviluppato il mento perché è una caratteristica funzionale per attrarre partner, un po’ come le corna per alcune altre specie animali. In questo caso la domanda che poni dubbi alla base di questa teoria è: perché, allora, il mento è comune agli individui di entrambi i sessi?
In ultimo, si è pensato che la selezione naturale avesse premiato il mento per la sua funzione di protezione dai colpi per il volto e per il collo. Ma anche in questo caso è pronta un’obiezione: la presenza del mento realmente protegge la mandibola da eventuali rotture in caso di trauma? La risposta è no.

Cosa ci dicono, a questo punto, gli studi più moderni? Secondo molti scienziati il mento sarebbe un prodotto secondario dell’evoluzione: durante il percorso evolutivo, ad un certo punto l’uomo ha cominciato a lavorare e a cuocere il cibo di cui si nutriva, e, di conseguenza lo sforzo durante la masticazione è andato diminuendo; questo ha comportato un rimpicciolimento e una collocazione più arretrata dei denti, che, però, non ha comportato lo spostamento verso l’interno anche della porzione di mandibola dove erano precedentemente collocati.
Da ciò, lo svilupparsi di questa struttura ossea, il mento, che, a questo punto, possiamo dire, rispondendo anche alla nostra domanda iniziale, serva a…niente!




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