Le proporzioni per un viso perfetto
Fra mito e realtà

Nel mondo dell’arte e della bellezza, da sempre si è cercata e si cerca la definizione del viso perfetto, caratterizzato da proporzioni armoniose e simmetriche.
Ma il viso perfetto esiste davvero? Esiste un canone di bellezza universale sul quale basarsi? O, forse, la bellezza risiede proprio nella diversità e unicità di ogni volto?

donne volti


La perfezione in natura
La storia dell’arte ci insegna che già nell'antica Grecia si credeva che il viso perfetto esistesse e che le sue fattezze rispondessero precisamente alle regole della sezione aurea, una proporzione matematica presente in natura e considerata esteticamente piacevole. Facciamo qualche esempio per capire: sono esempi significativi di sezione aurea in natura, fra i tanti, la struttura geometrica delle foglie, quella di alcune conchiglie, la struttura del DNA, la disposizione dei pianeti del sistema solare, la forma delle galassie e dei cicloni.

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La sezione aurea riguardo al viso
Come si applica la sezione aurea al viso? Per farlo ci sono delle regole ben precise, basate su misure e proporzioni:

• gli occhi hanno la stessa larghezza
• la larghezza degli occhi equivale alla distanza fra loro
• alla distanza degli occhi corrisponde la larghezza della base del naso
• la distanza delle iridi – la parte esterna delle pupille – equivale alla larghezza della bocca
• la parte esterna del padiglione auricolare è alla stessa altezza delle sopracciglia
• il lobo è più o meno all’altezza dell’attaccatura inferiore del naso.

Questi canoni sono presenti nella nostra cultura praticamente da sempre: scultori e pittori della Grecia classica, dell’Antica Roma e del Rinascimento hanno sempre rappresentato l’ideale di bellezza ispirandosi alla sezione aurea. Prendiamo, ad esempio, le raffigurazioni della regina egizia Nefertiti, considerata la donna più bella del suo tempo: il suo volto rispecchia perfettamente queste proporzioni ideali.


La perfezione nella realtà
Quanto detto finora è solo una teoria; non esiste, infatti, un modello unico e universale di bellezza che si possa indicare con numeri, regole o formule, oltre al fatto che la bellezza è un concetto soggettivo, semplicemente ciò che una persona trova attraente potrebbe non esserlo per un'altra.

Se proprio vogliamo codificare in qualche modo il concetto di bellezza, possiamo farlo tenendo conto di proporzioni e armonie, utilizzando un metodo specifico di valutazione dei tratti del volto, che consiste nella suddivisione del viso in terzi: secondo questa teoria, il viso ideale dovrebbe essere suddiviso in tre parti uguali, detti, appunto, terzi.

• Primo terzo: dalla fronte all'attaccatura delle sopracciglia. In questa zona si trova la fronte, che dovrebbe avere, quindi, un'altezza pari a circa un terzo della lunghezza totale del viso

• Secondo terzo: dall'attaccatura delle sopracciglia alla base del naso. In questa zona si trovano il naso e gli occhi; questi dovrebbero essere simmetrici e posti a una distanza pari a circa la larghezza di un occhio stesso

• Terzo terzo: dalla base del naso al mento. In questa zona si trovano la bocca e il mento. La bocca, per essere proporzionata, dovrebbe presentare il labbro superiore leggermente più sottile del labbro inferiore; il mento dovrebbe essere ben definito e proporzionato al resto del viso.

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